…bisogna continuare ad informare i cittadini e a protestare in modo fermo ed indeflettibile contro “lo scippo” perpetrato nei confronti dei Comuni e dei loro cittadini in conseguenza della mancata restituzione integrale delle risorse dell’ICI. Nell’intervento precedente vi avevo informato della discussione in Senato sul merito; nella seduta pomeridiana di martedì 11 il Senato ha approvato in prima lettura il DDL di conversione. La maggioranza, rimandata in Commissione Bilancio, è stata costretta ad ammettere nei fatti (…ma naturalmente le parole sono state diverse, vanno lette nella loro ambiguità!) che “i conti non tornano”: mancano all’appello, anche dopo i rimaneggiamenti, circa 440 milioni di Euro che sarebbero entrati nelle tasche dei Comuni con il secondo versamento ICI (quello di dicembre) e che, invece, mancheranno ai bilanci. Come dire: il Governo ha abolito l’ICI, alleggerendo di quest’onere cittadini e famiglie che avrebbero potuto sostenerlo (ricordo che per i redditi più bassi l’ICI era già stata abolita dal Governo Prodi), e ne rispalma il carico su tutti i cittadini, abbienti e non abbienti, che saranno costretti a pagare più cari i servizi che ricevono dai Comuni o a comprarseli direttamente dal mercato, se i Comuni non avranno le risorse sufficienti a garantirli! Come profilo di equità proprio non c’è male!!!
Per questo bisogna continuare ad informare e a protestare, per questo sarò presente insieme a molti altri parlamentari e a tutti i Sindaci dell’Emilia Romagna alla manifestazione indetta dall’ANCI regionale per lunedì 24 Novembre prossimo.
20 Novembre, 2008 alle 9:11 am |
Con quello che e’ successo, e ancora accade, intorno alla commissione RAI quanta credibilita’ pensi ancora di avere?
Come faccio a sapere che non sia l’ennesimo gioco delle parti?
Come posso fidarmi?
Chi mi rappresenta nelle mie proteste, nelle mie proposte, nelle mie istanze?
20 Novembre, 2008 alle 7:17 pm |
Gentilissimo,
la vicenda della Commissione di Vigilanza RAI addolora (non è una sottolineatura enfatica, è la cifra della discussione interna al Gruppo PD del Senato di questi giorni, almeno quella che misuro io) molti, credo moltissimi nel nostro partito.
Addolora perchè – certo- fa perdere credibilità, ma non già perchè, come tu dici, sia in corso un “gioco delle parti”.
In questo caso non credo proprio che siamo di fronte ad un “inciucio”, non può essere, proprio perchè il PD non avrebbe nulla “in cambio” (volendo ragionare secondo questa logica che non condivido).
Addolora perchè restituisce pienamente la difficoltà a costruire il partito seconodo logiche politiche di cambiamento vero, che riescano a prescindere dalla appartenenze di provenienza intese come vincoli, dagli equilibri di corrente, dai “bilancini” di potere, e a sfuttare pienamemente la risorsa, che pure c’è ed è importante, delle diverse storie, culture, competenze.
Addolora, insomma, perchè appare come eclatante manifestazione della “vecchia politica”, come negazione del percorso, che pure è in atto.
So che è difficile fidarsi, in certi momenti perfino per chi sta dentro, ma non solo “non c’è alternativa”, nel senso che questo “oggetto” abbiamo e questo dobbiamo far crescere; il tema è soprattutto quello di non scambiare il singolo episodio, per quanto grave, con la cifra complessiva dell’azione del partito.
Le cui battaglie sono sincere, vere.
Lo dimosta il dibattito paralamentare- per quanto strozzato- di cui cerco di darvi conto con questo strumento; lo dimostrano le scelte di accomapagnamento e di sostegno alle battaglie civili sulla scuola, a quelle degli Enti Locali sulla difesa dei propri bilanci e della propria capacità di accompagnare, con la loro azione e i loro servizi, la vita dei cittadini e dellle comunità che rappresentano; lo dimostrano le battaglie in difesa del lavoro che ci impegnano ogni giorno contro un Governo che in quest’ambito sta operanto interventi molto gravi;lo dimostra, infine, la scelta operata oggi pomeriggio dal Gruppo PD del Senato di espellere il Senatore Villari.
Certo, sono azioni parziali, non risolutive, ma per favore, offriteci la generosità di un giudizio complessivo, valutate l’azione collettiva, quella di ciascuno e di tutti, non caricando la seconda delle responsabilità della prima.
Grazieper il tuo tempo.