PARITA’… DI CARTA

2 Novembre, 2009 di Rita Ghedini

In Italia la disparità salariale fra donne e uomini, a parità di lavoro, di mansione, di percorso di carriera, oscilla tra il 15-20%, naturalmente in sfavore delle donne; la differenza supera il 45% se si fa riferimento alla differenza media di reddito. Su quest’ultima incidono, ovviamente, molti fattori: la quantità di lavoro retribuito svolta, la mansione, etc. [Vedi l'indagine dell'Isfol e di BANKITALIA ]

Ma come possono le donne italiane immaginare di lavorare, ad esempio, tanto quanto i loro compagni e colleghi uomini, se al lavoro retribuito aggiungono – mediamente- fino ad altre 5 h. al giorno di lavoro non retribuito; se nella metà del territorio del Paese non ci sono servizi per l’infanzia cui affidare i propri figli durante il tempo-lavoro, se il genere nelle assunzioni è fattore discriminante al punto da aver prodotto l’odiosa pratica delle c.d. “dimissioni in bianco”. A pochi mesi dalla misurazione dei risultati conseguiti in rapporto agli obiettivi della “Strategia di Lisbona”, l’Italia si colloca ancora agli ultimi posti nella UE a 25 per l’occupazione femminile ed il binomio bassa occupazione femminile, crescita economica bloccata si accompagna in una larga parte del paese a degrado sociale, assistenzialismo, povertà,….

Potrei continuare a lungo, l’ho già fatto molte volte su queste pagine.

Quanto ho ricordato è ampiamente testimoniato dai contenuti delle Audizioni con le Parti Sociali svolte in Commissione Lavoro al Senato in occasione dell’espressione del parere sullo Schema di Decreto legislativo [AS 112] con cui il Governo recepisce la Direttiva 54/2006 della UE.

Purtroppo non mi è possibile darne conto puntualmente attraverso il collegamento ai Resoconti; perché si è trattato di audizioni informali, svolte per iniziativa del Gruppo PD.

Se così non fosse stato, l’approvazione del parere al decreto sarebbe passata come mero atto burocratico, in perfetta coerenza col contenuto del decreto medesimo, che si limita ad operare un recepimento formale di una fondamentale Direttiva Comunitaria per il raggiungimento della parità tra i generi, amplificando gli strumenti burocratici ed omettendo qualsiasi misura attiva volta a superare impedimenti e discriminazioni [leggi le discussioni di martedì 20 ottobre e mercoledì 21]

La parità per il Governo Italiano e la Ministra Carfagna è un pezzo di carta , con buona pace di proclami ed impegni assunti con le Parti Sociali e con le donne italiane.